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Attenzione: dal 1/1/2023 l’ASUR cessa di esistere. I contenuti del sito continueranno ad essere validi fino all’attivazione dei nuovi siti delle Aziende Sanitarie Territoriali (AST). La dicitura ancora presente di “Area Vasta” va letta come “AST”.

Ai sensi della L.R. Marche 19/2022 dal 01/01/2023 l'azienda ospedaliera "Ospedali Riuniti Marche Nord" è incorporata nell AST Pesaro Urbino che subentra a tutti gli effetti nell'attività e nei rapporti giuridici attivi e passivi.

Presentazione dell’area epidemiologica, funzioni ed attività dell’Osservatorio Epidemiologico AV2

 

 

 

L'epidemiologia è lo studio della distribuzione e dei determinanti degli stati e degli eventi correlati con la salute, e l’applicazione di questo studio al controllo delle malattie e di altri problemi di salute (OMS).

Una definizione semplice e condivisa può essere quella che ne danno alcuni autori (Kleinbaum, Kupper, Morgestein; 1982): ‘Studio della malattia (e della salute) in popolazioni umane’.  

 

Scopi dell'epidemiologia sono infatti:

raccogliere informazioni che descrivono la frequenza e la distribuzione dello stato di salute e di malattia nella popolazione

Queste informazioni (o DATI) sono indispensabili per conoscere se una malattia è presente o meno in un territorio. I dati in oggetto sono anche indispensabili per conoscere l'importanza delle diverse malattie in territori o popolazioni, utile per stabilire una priorità nella pianificazione degli interventi

identificare i fattori che influenzano la comparsa e l'andamento delle malattie nella popolazione

Questi dati servono soprattutto per l'impostazione di azioni di prevenzione,  controllo e profilassi

quantificare le interrelazioni tra salute e malattia, cioè

accertare e studiare i determinanti di salute e di malattia.

 

Per raggiungere i suoi scopi l'epidemiologia si avvale spesso della statistica, basata a sua volta sulla matematica, e della demografia.

Per schematizzare, l'articolazione tradizionale degli studi epidemiologici può essere definita come segue:

  • studi osservazionali
  • descrittivi (ecologici o trasversali)
  • analitici (caso-controllo o di coorte)
  • studi sperimentali
  • sperimentazioni cliniche
  • sperimentazioni sul campo e/o di comunità.

 

 

 

 

 

 

                                                                                                             

Dal tipo di studi potremmo anche definire le diverse modalità di approccio ai problemi di salute:

 

Epidemiologia descrittiva
Comprende gli strumenti metodologici necessari a DESCRIVERE correttamente eventi sanitari significativi: malattie, cause di morte, presenza di fattori di rischio, ospedalizzazioni, ecc. ecc..

Utilizza le tecniche della statistica descrittiva per la corretta raccolta, sintesi e descrizione dei dati e risponde alle domande “Chi?”  “Dove?”  “Quando?”

Gli strumenti d'indagine più frequentemente utilizzati dall'epidemiologia descrittiva sono:

  • gli studi ecologici (ovvero dove le unità di analisi non sono rappresentate da singole persone ma da popolazioni o gruppi di individui); i dati sono generalmente già raccolti (flussi correnti)
  • gli studi trasversali (si utilizzano per misurare la prevalenza di una malattia o altra condizione in una popolazione o in un campione rappresentativo di essa)

 

Epidemiologia analitica
Indaga l’eventuale relazione CAUSA- EFFETTO esistente fra fattori di rischio e malattie e risponde alla domanda “Perché?”
Gli strumenti d'indagine utilizzati dall'epidemiologia analitica sono prevalentemente:

  • gli studi di coorte (gruppi di esposti e non esposti a uno o più fattori di rischio vengono seguiti nel tempo per valutare l’incidenza o mortalità di una o più malattie, la misura è  il  Rischio Relativo);
  • gli studi caso-controllo (valutazione dell’esposizione a uno o più fattori di rischio in due gruppi: quelli dei malati (i casi) e quelli non malati (i controlli); la misura è l’Odds Ratio (OR).

 

Epidemiologia sperimentale (con l’intervento diretto dello sperimentatore)

Valuta l’efficacia degli interventi sanitari, siano essi preventivi (campagne di educazione sanitaria, di screening, strategie vaccinali) che terapeutici (sperimentazione farmaci, tecniche operatorie, ecc.); risponde alla domanda “Funziona?”

Gli strumenti d'indagine utilizzati dall'epidemiologia analitica sono prevalentemente

  • indagini sul campo e/o di comunità: coinvolge individui sani potenzialmente a rischio di contrarre una malattia che vengono sottoposti a trattamenti preventivi (es. campagne vaccinali, chemioprofilassi) o comunità di persone sane che vengono sottoposte a interventi preventivi senza coinvolgimento diretto (es. educazione sanitaria, fluorazione acque, rimozione inquinanti, ecc.).

 

A parte possiamo considerare quella parte della disciplina che si occupa di studi clinici (ovvero sul paziente); l’epidemiologia clinica che può essere descrittiva e/o analitica,  ma perlopiù si avvale di studi di sperimentazione clinica svolti per valutare nuovi interventi terapeutici; i soggetti “eleggibili” vengono allocati in due o più gruppi nei quali vengono valutati gli esiti (es. guarigione, sopravvivenza, complicanze. Si occupa quindi della risoluzione di una patologia, o di ridurne l'impatto tramite i metodi epidemiologici.

 

Oltre a ciò l’epidemiologia può consentire un costante lavoro di valutazione di efficacia degli interventi messi in atto (ponendo tra l’altro le basi per la nascita della Evidence Based Prevention). attaraverso il lavoro dell’epidemiologia valutativa.

 

Nella strutturazione della funzione epidemiologica si possono percorrere due grandi livelli

 - epidemiologia di linea: metodologia applicata alle indagini epidemiologiche, compito specifico di alcune unità operative dell’azienda, e alla collaborazioni ad indagini di carattere aziendale; 
- epidemiologia di staff: supporto e collaborazione per le indagini sopra citate e per la realizzazione su area più vasta di progettazione, esecuzione e analisi di indagini epidemiologiche oltrechè centro di coordinamento della attività epidemiologica aziendale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ATTIVITA’

 

Il servizio sanitario pubblico non risponde solo a bisogni socio-sanitari ma, nell’ottica del risparmio delle risorse e della spesa, deve essere sempre più orientato a programmare ‘dove’ e ‘come’ spendere le proprie energie secondo criteri di appropriatezza, efficienza ed efficacia.

 

Per fare ciò si deve dotare di strumenti informativi e di analisi tali da produrre conoscenza su: 

-  i bisogni di salute espressi e non espressi (quest’ultimi spesso i più importanti e urgenti) della popolazione, sapendone indicare le priorità;

 - le risposte che il servizio sanitario ha messo in atto per

 soddisfare questi bisogni, in termini di qualità dei processi assistenziali e di risultati;

 

 -  i possibili fattori di rischio per la salute umana.

Negli ultimi anni l’epidemiologia è passata così dal ruolo di disciplina accessoria a diverse funzioni del servizio sanitario, a strumento metodologico rigoroso e indispensabile alle aziende sanitarie nei settori della ricerca delle cause delle malattie ed in quelli relativi alla prevenzione e promozione della salute, alla valutazione dei trattamenti e dei servizi, all’impatto dell’ambiente sulla salute umana.

In sostanza non c’è campo del servizio sanitario a cui l’epidemiologia non abbia dato un contributo pratico e fattivo (per stesura di Piani Sanitari, Piani Zonali, Piani per la Salute, valutazioni nuovi LEA, ecc.).
Presso l'Area Vasta 2 dell'ASUR Marche, all’interno del Dipartimento di Prevenzione, è presente l'Osservatorio Epidemiologico (Unità Operativa di Epidemiologia).
L'Osservatorio Epidemiologico (O.E.) opera in un'ottica di Sanità pubblica, quindi con una particolare attenzione all'applicabilità pratica dei risultati del proprio lavoro e nello spirito di favorire la nascita e lo sviluppo di collaborazioni con servizi e organizzazioni sanitarie e non, partecipa alla missione del Dipartimento di Prevenzione contribuendo alla lettura e valutazione dei bisogni di salute della popolazione mediante:

  • la descrizione dei principali indicatori dello stato di salute e loro determinanti;
  • la realizzazione di attività di sorveglianza e indagini epidemiologiche utili alla pianificazione delle attività di prevenzione;
  • la collaborazione a studi epidemiologici in ambito aziendale, regionale e nazionale.

Inoltre l’O.E.  collabora anche nella gestione del Registro delle cause di morte e del Flusso Informativo sulla natalità (Certificati di assistenza al parto - CEDAP), pubblica e diffonde informazioni epidemiologiche, promuove proprie iniziative di comunicazione e partecipa ad attività comunicative sviluppate sia all’interno del Dipartimento di Prevenzione che all’esterno.

 

 

Responsabile: Marco Morbidoni

Dirigente medico: Cristina Mancini

Psicologa: Annalisa Cardone

Coordinatrice Infermieristica: Antonella Guidi

 

Orario di Apertura al pubblico  
dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 14.00

SEDI

Ancona: Via C. Colombo 106 – 60125  Ancona
Tel:  071/8705684 - 071/8705683 - 071/8705776 – 071/8705901 Fax: 071/8705322
email:  marco.morbidoni@sanita.marche.it; antonella.guidi@sanita.marche.it; cristina.mancini@sanita.marche.it; annalisa.cardone@sanita.marche.it  

Senigallia: Via Po 13 – 60019 Senigallia
Tel: 071/79092727   

 

 

FUNZIONI

 

Le funzioni prioritarie dell’O.E. sono:

1.     l’analisi statistico-epidemiologica ed elaborazione dati provenienti da flussi informativi sanitari e non con produzione di statistiche, report, relazioni;
2.            il monitoraggio dello stato di salute della popolazione e delle risposte dei servizi socio-sanitari ai bisogni prioritari attraverso la realizzazione di sistemi di sorveglianza periodica.

L’O.E. svolge la propria attività attraverso alcuni strumenti di lavoro quali: la sorveglianza epidemiologica, la progettazione degli interventi, la comunicazione, la fattiva collaborazione con altre strutture.

La Sorveglianza epidemiologica individua i problemi di salute principali, i gruppi di popolazione che maggiormente ne soffrono e monitora i risultati degli interventi realizzati per risolvere tali problemi.
Attraverso la progettazione partecipata, è possibile proporre azioni concrete di tipo preventivo e non solo,  organizzando interventi sanitari razionali e ben disegnati.
L’attività di comunicazione permette di fornire agli amministratori, al mondo sanitario e alla popolazione informazioni utili per prendere decisioni appropriate.

Tutto ciò viene realizzato grazie anche alla continua ed efficace collaborazione con altre strutture interne ed esterne all’azienda sanitaria.

 

 

 

Per quanto finora descritto, viste le funzioni generali e gli strumenti di lavoro,  l’O.E.: 

  • PROMUOVE E SVOLGE a livello locale studi epidemiologici descrittivi, analitici e valutativi    
  • COLLABORA alla progettazione e valutazione di interventi di prevenzione su problemi di particolare rilevanza locale anche in una logica organizzativa di tipo multicentrico intra ed interareale;
  • PARTECIPA a specifici progetti di ricerca in collaborazione con Università, Società Scientifiche, Enti, Gruppi epidemiologici etc… operanti in ambito regionale o nazionale 
  • ANALIZZA, utilizzando metodi e strumenti di Epidemiologia descrittiva, i bisogni di salute e di servizi presenti nella popolazione; contribuisce alla elaborazione di strategie, progetti e programmi di epidemiologia finalizzati a rispondere a tali bisogni;
  • COORDINA LE ATTIVITA' DI SORVEGLIANZA   epidemiologica locale  individuate dal Piano Sanitario Nazionale e Regionale, (riguardanti ad esempio le malattie infettive comprese le antropozoonosi; le malattie cronico-degenerative, gli incidenti stradali e domestici, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, ecc…);
  • RACCOGLIE e mette a disposizione documenti e dati su esperienze, studi e ricerche sui temi della epidemiologia e comunicazione del rischio;
  • REALIZZA, in collaborazione ed a supporto delle attività specifiche delle Unità Operative direttamente interessate, in situazioni di particolare complessità,“inchieste epidemiologiche sul campo” in tema di malattie infettive; malattie trasmesse da alimenti, malattie con sospetta eziologia da inquinamento ambientale,  etc.. 
  • INDIVIDUA nuove forme di comunicazione e linguaggi con l’obiettivo di “intermediare la conoscenza epidemiologica” in informazioni complete e comprensibili - quindi fruibili - per i soggetti decisori, i portatori d’interesse ed i cittadini 
  • PROMUOVE proprie iniziative di comunicazione e partecipa ad attività comunicative sviluppate sia all’interno del Dipartimento di Prevenzione che all’esterno di esso e della Azienda;
Mission