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Il Reparto di Ostetricia del Carlo Urbani di Jesi - Intervista al dottor. Gianluca Grechi

Boom di nascite nel 2019 appena conclusosi nel Reparto di Ostetricia dell’Ospedale “Carlo Urbani” di Jesi diretto dal Dr. Gianluca Grechi, dati che fanno balzare il polo ostetrico marchigiano al terzo posto subito dopo il Salesi e Macerata. L’Ospedale jesino è anche un centro di eccellenza per la terapia delle patologie del pavimento pelvico.

Dr. Grechi, lei è entrato in servizio a marzo scorso. Come commenta questo risultato?
Innanzitutto questo dato ci riempie di orgoglio e di soddisfazione. Siamo uno dei pochi reparti di Ostetricia con il segno positivo rispetto all’anno precedente. In media la costante denatalità porta alla perdita di circa 30-100 parti all’anno nei reparti di Ostetricia. Al “Carlo Urbani” abbiamo raggiunto i 903 nati che equivalgono a più di 100 nati rispetto al 2018. Un grande risultato, frutto di un grande lavoro di squadra che ha visto in campo tutti i componenti della mia equipe, medici, ostetriche, infermieri ed O.S.S. con un’unica finalità ovvero accompagnare in questo meraviglioso evento le donne che a noi si sono affidate. Un ringraziamento da parte mia va dunque in particolare a loro che con professionalità, dedizione ed empatia hanno operato fattivamente in prima linea per il buon esito dell’evento parto e per la sicurezza di mamma e neonato.
Il dato ci fa ben sperare per il futuro?
Ad oggi Jesi è diventato un centro attrattivo, ribadisco, sia per l’alta professionalità del personale operante, sia per la presenza di sale travaglio singole dove viene assicurata la privacy della partoriente. Si tratta di sale parto di ultima generazione dotate dei più elevati standard tecnologici di sicurezza.
Il “passa parola” tra le mamme ha giocato un ruolo determinante?
In tempi di internet e social è chiaro che sono le stesse neomamme con i loro commenti e le loro esperienze personali a decretare il successo di un Ospedale. Il “tam tam” sta affermando con forza che Jesi sia un posto idoneo dove partorire.
Lei ha già detto della grande forza della sua squadra, ma questo risultato ha anche altri padri?
Senz’altro i grandi risultati contemplano sempre anche un lavoro di coesione interdisciplinare. Come non ricordare l’eccellente lavoro svolto dai nostri anestesisti e dai nostri pediatri. In particolare sotto l’attenta guida del Direttore del Reparto di Anestesia, Dott. Bernacconi, è stato possibile assicurare a tutte le donne la partoanalgesia in ogni fase del travaglio con i conseguenti benefici che tutti conoscono. Inoltre viene consentita, in caso di taglio cesareo programmato, la presenza del partner in sala operatoria per umanizzare tale evento e far si che il momento sia assolutamente condiviso dalla coppia. Con la Dottoressa Bonucci, Direttore della Pediatria, e la sua équipe, si è realizzato un rapporto di simbiosi strettissima che ha portato ad altissimi standard di sicurezza neonatali in sala parto. L’elevato numero di nascite si è riversato con effetto domino sui colleghi pediatri che hanno risposto in maniera impeccabile. Ricordo che a Jesi è possibile assistere neonati dalla 32a settimana o con un peso stimato dai 1500 grammi.
Jesi è anche un centro di eccellenza per la terapia delle patologie del pavimento pelvico. Cosa si fa nello specifico?
Mi sono dedicato da sempre a queste problematiche nella mia esperienza ventennale all’Ospedale Salesi. Poi con il mio arrivo a Jesi ho voluto continuare questo percorso al Carlo Urbani. In particolare ci occupiamo di tutta la parte chirurgica inerente le disfunzioni pelvi-perineali come il prolasso uro-genitale e l’incontinenza urinaria. In nove mesi abbiamo eseguito 86 interventi di chirurgia ricostruttiva pelvica.
Molte donne sono reticenti a parlare di queste problematiche. Perché?
Soffrire di prolasso o di incontinenza urinaria è qualcosa di delicato da trattare nell’opinione comune. Molte donne la considerano una problematica naturale dell’età. I disturbi possono essere diversi, invalidanti, con importanti ripercussioni sulla qualità di vita del soggetto e il conseguente iter terapeutico cambia da caso a caso. La chirurgia ricostruttiva del pavimento pelvico è una chirurgia individuale e da personalizzare sul singolo paziente.

 


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